Lacerda de Moura, MariaMariaLacerda de MouraMoreira Leite, Miriam2024-11-192024-11-1920059788887583571https://arbor.bfh.ch/handle/arbor/30419Una femminista brasiliana negli anni venti e trenta del Novecento vede il suo paese scivolare nel fascismo, l'individuo oppresso e ridotto a "numero, elemento e materiale umano" nella concezione dello Stato non solo fascista ma anche bolscevica, le nazioni del mondo prepararsi a una nuova guerra mondiale, mentre vengono messe in scena parodie di congressi di pace. Lo denuncia in scritti e discorsi con cui intende risvegliare le coscienze, spronare la donna all'azione diretta e parlare agli uomini, convinta che il problema dell'umanità può risolversi solo con un cambiamento delle relazioni tra i sessi. "Mi rifiuto di contribuire alla carneficina civilizzata della prossima guerra scientifica. Mi rifiuto di arruolarmi o di presentarmi alla chiamata della mobilitazione generale. Mi rifiuto di cooperare in qualsiasi modo all'esercito che stermina la vita umana e disprezza la libertà individuale. Mi considero arruolata al fianco di quelli che saranno sacrificati volontariamente alla furia nazionalista. Preferisco morire, prima che mi obblighino, per una convenzione idiota e utile ai potenti, ad armarmi per il massacro dei miei fratelli. Il nostro motto è: né carne femminile per i postriboli, né carne maschile per le bocche dei cannoni".itF1201HXAmatevi e non moltiplicatevi. Educazione, femminismo, libertà sessuale e antimilitarismo-book